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Tra i luoghi che consiglio di visitare, a circa 95km da Málaga, c’è sicuramente Setenil de las Bodegas.
Eravamo molto curiosi di visitare questo paese decisamente unico ed è stata una piacevole scoperta.
Ti consiglio di partire presto così da avere tutto il tempo per trovare un buon parcheggio prima che arrivi il boom di turismo giornaliero e goderti il tutto con calma. Anche perché il paese è un continuo saliscendi e c’è abbastanza da camminare se lo si vuole girare per bene, quindi sono essenziali scarpe comode e relax!
Noi abbiamo lasciato l’auto in uno dei pochi parcheggi con linee bianche sul Paseo Federico García Lorca lasciando una mancia a chi gestisce la zona.
Da qui abbiamo iniziato a vagare seguendo più o meno un percorso di cui ti parlerò a breve.
Setenil de las Bodegas. La storia del borgo costruito nella roccia.
Setenil è un comune spagnolo di 2.977 abitanti il cui nome “Setenil” deriva dal latino septem nihil, che significa “sette volte nulla“. Un riferimento ai sette assedi necessari per conquistare la città dai Mori nel 1484, durante la Reconquista, questo perché la sua conformazione geografica ha reso Setenil un punto strategico e difficile da conquistare per secoli.
Con il tempo arrivarono i vigneti che circondano questo bellissimo paese, dando origine al nome di Setenil de las Bodegas, bodegas significa cantine, quindi se sei amante del vino puoi pensare anche di unire la visita ad una degustazione in zona.
Uno degli aspetti più sorprendenti di questo borgo è la sua architettura, questo tipo di costruzione è noto come “abitazioni sotto roccia”. Le strutture sono parzialmente scavate nella roccia stessa, utilizzando le formazioni naturali come pareti e tetti. Questo ha permesso alle persone del posto di sfruttare al meglio lo spazio disponibile, beneficiare di temperature più fresche d’estate e più miti d’inverno, oltre a godere di una protezione naturale dagli attacchi esterni.
Tra i modi consigliati per girare Setenil e che abbiamo scelto anche noi, c’è la Ruta de l’Amor!
In giro per la città ci sono delle installazioni con messaggi d’amore e frasi positive dove potersi fare un selfie. L’ho trovato un modo carino per delle foto ricordo con Marco nei vari punti suggestivi della città. Ti riporto i nomi dei luoghi ma è possibile ritirare la mappa presso l’ufficio del turismo.
Ruta del Amor: il percorso più romantico di Setenil.
– Dirigendosi verso il castello si può percorrere Calle Jaboneria, una delle zone basse del paese da cui è possibile ammirare le case poste più in alto e la loro particolarità. Si tratta di una via meno suggestiva ma è un modo per immergersi nel contesto in cui vivono le persone del luogo. Jaboneria significa “fabbrica di sapone” e richiama un antico mercato o una fabbrica di sapone che sarebbe fiorita nel villaggio. Qui dovrai cercare la frase: Susúrrame al oído (Sussurrami all’orecchio)
– Calle Herreria è una delle strade più antiche del borgo, prende probabilmente il nome dalle fucine che un tempo risuonavano qui, ovvero le officine dei fabbri. Questa via dimostra l’ingegnosità architettonica del borgo e di come tutto è stato creato abbracciando la natura senza distruggerla ed è anche la via che porta verso la parte alta di Setenil de las Bodegas. Questo è uno dei punti in cui ci si deve armare di molta pazienza! Nonostante fossimo fuori stagione il numero di persone era impressionante e riuscire a scattare una foto con poche persone è molto difficile!
Qui dovrai cercare la scritta: Bésame en este rincón (baciami in questo angolo)
– Mirador del Carmen e della Villa: Punti panoramici che offrono viste mozzafiato sul paese, perfetti per foto romantiche. Calle Villa si trova nel cuore di Setenil, qui è possibile scattare una foto con la scritta: Lo mejor de Setenil está aquí, y eres tú (Il meglio di Setenil è qui, e sei tu). Questo punto panoramico si raggiunge salendo una scala di 93 gradini , costruita dai residenti negli anni ’60, ed è una strada allineata con Calle Cuevas del Sol. La vista da quassù merita ed è possibile scattare un altro momento memorabile con: Hagamos juntos el camino (Percorriamo insieme il cammino). In Calle Villa si trova anche l’ufficio del turismo che risiede nell‘Antigua casa consistorial. Questo edificio ospitava un tempo la sede del municipio e questa struttura ha un tetto in stile mudéjar del XVI secolo. Secondo alcuni è uno dei pochi e più suggestivi tetti in questo stile che si possono ammirare in tutta la provincia di Cadice.
– Nelle vicinanze si trova l’Eremo della Madonna del Carmelo (XVIII secolo), patrona di Setenil, in onore della quale si celebrano le festività intorno al 16 luglio. È inoltre possibile accedere al Parco La Granja tramite un sentiero sulla sinistra, che si collega poi alle vie Cabrerizas e Jabonería.
– Calle Cuevas del Sol: È un po’ la via d’ingresso a Setenil, la strada principale dove si trovano diversi ristoranti e caffè incastonati sotto le imponenti rocce. Chiamata così perché sempre esposta al sole e costeggia il fiume Trejo che passa lungo tutto il borgo e che nel tempo ha scavato il canyon in cui si trova il villaggio. Da qui è possibile attraversare il ponte per ammirare l’architettura originale da diverse angolazioni.
–Calle Cuevas de la Sombra: Questa via parallela a Calle Cuevas del Sol ed è nota per rimanere sempre in ombra per via della roccia sovrastante. Calle Cuevas de la Sombra è letteralmente stretta nella morsa dell’imponente roccia le cui case sembrano quasi piegarsi sotto il suo peso.
–Via Mina è famosa per la Casa de la Damita, il Torreón e la chiesa di Nuestra Señora de la Encarnación. Il prezzo del biglietto per la torre e la Damita è di 3€ a persona che direi si possono anche spendere! Iniziamo con la Casa de la Damita, si tratta di un piccolo museo che ha lo scopo di mostrare le radici preistoriche di questo luogo. Il fulcro è una Venere di 5.000 anni fa a testimonianza che le grotte sono state abitate fin dalla preistoria. Questo piccolo pezzo è stato trovato in via Calcetas durante gli scavi del 1996.
Fuori da queste due strutture è possibile farsi una foto sulla panchina con la scritta: Íbamos caminando para encontrarnos (Stavamo camminando per incontrarci). Rimane poco del castello arabo, ad ogni modo è una struttura del periodo almohade (XII-XIII secolo) che domina sul borgo. Sebbene Setenil sia ricordata soprattutto per le sue emblematiche case i resti del Castello di Nazari testimoniano la sua antica grandezza. Insieme alla torre, chiamata anche Torre del Homenaje, con la sua cisterna d’acqua, danno un’idea dell’importanza strategica del villaggio, che un tempo era inespugnabile. Oltre all’aspetto storico, si apprezza la vista panoramica dalla cima del castello.
Altri luoghi da vedere.
– Mirador de Calle San Sebastian. Punto panoramico più facile da raggiungere nel villaggio.
– Calle Ventosilla Alta. Un promontorio che offre una vista suggestiva sulle case bianche, l’imponente roccia che ricopre il villaggio, la Torre del Homenaje, la chiesa di La Encarnación e tutta la campagna circostante con i suoi vigneti e gli ulivi.
–Eremo di San Benito e la sua bella facciata decorata in giallo acceso.
– Eremo di San Sebastiano, costruito nel XV secolo si raggiunge in circa a 20 minuti a piedi dal centro città.
Tutti questi luoghi meritano di essere visti perché molto belli e caratteristici, il lento passeggiare per le sue vie per riempirsi gli occhi e lo spirito di ciò che ci circonda è stato meraviglioso. Ma secondo me ci sono altre cose da aggiungere per una visita a Setenil.
Tanto per cominciare abbiamo pranzato all’ Abacería El Rincón del Beso. Abacería significa drogheria, ed è un posticino davvero carino trovato per caso in centro. Qui è possibile fare acquisti da portar via o come abbiamo fatto noi, salire in terrazza per assaggiare alcune delle loro preparazioni. Attenzione però i posti a sedere sono davvero molto pochi perché a causa della roccia lo spazio a disposizione è ridotto! Per quanto riguarda i prezzi variano in base a cosa e come si sceglie di consumare, danno la possibilità di scegliere ogni portata in formato tapas, media o porzione intera con i relativi costi che, secondo me, dato il contesto non sono nemmeno elevati. Tieni conto che la cosa più costosa è lo jamón ibérico che in razione intera costa 12€.
Altre attività interessanti sono La Cueva del Ibérico, i prezzi sono in linea con la materia prima ma se sei un appassionato di jamón non puoi non farci un salto!
A quel punto era arrivato il momento di un caffè e di un dolce e così ci siamo fatti attirare dalle prelibatezze del Trotamundos! Qui è possibile trovare prodotti tipici ma anche dolci anti dieta come biscotti ricoperti di ogni cosa!
Qualcosa di caratteristico lo abbiamo acquistato anche da Cueva Alta. Una casa oggi trasformata in bottega e bar dove si può consumare al suo interno, acquistare prodotti tipici, souvenir, ma soprattutto si può ammirare il tutto all’interno di una delle grotte più profonde del villaggio. Al suo interno è presente anche un pozzo oggi utilizzato per esprimere un desiderio lanciando una monetina! Insomma i proprietari hanno saputo sfruttare al meglio il contesto!
Un altro luogo in cui ci siamo imbattuti è abbastanza particolare, decisamente non turistico di fatto le uniche persone presenti oltre a noi erano dei turisti che ci hanno seguiti incuriositi da cosa volevamo raggiungere! In realtà non era previsto ma camminando abbiamo notato una passeggiata posta più in basso rispetto al livello delle altre strade. Io che di base sono curiosa come un gatto ho voluto raggiungere quel punto. Rispetto al resto del paese è una zona molto isolata e trascurata, spazzatura e bottiglie di birra erano abbandonate un po’ ovunque, per un attimo avevo il timore di fare spiacevoli incontri ma a quanto pare è gettonata solo la sera. Camminando ci siamo trovati in una strada chiusa, davanti a noi una parete di roccia su cui oggi è stata costruita la strada asfaltata, non siamo riusciti a capire cosa ci fosse qui in passato, se delle case o un contesto religioso ma abbiamo trovato un’iscrizione che riportava una croce, un nome e una data che facevano pensare ad una tomba. Visto il contesto non ci siamo soffermati molto!
Tra le altre cose che si possono fare in questo luogo c’è quella di visitare una casa. I loro proprietari hanno trovato il modo di guadagnare un po’ aprendo le porte della loro casa ai turisti per mostrare come si vive qui. L’orario di visita non coincideva con i nostri piani così abbiamo proseguito!
Ti lascio il link a un breve video su Setenil de las Bodegas.
Una volta che abbiamo girato tutte le vie che potevamo vedere siamo ripartiti con l’idea di rientrare a Málaga ma visto che la strada del rientro ci portava verso Juzcar abbiamo deciso di fare tappa anche lì!
Júzcar. La storia del Villaggio dei Puffi.
Júzcar è un piccolo paese di origine musulmana, qui venne fondata la prima Fabbrica Reale di Stagno e Adesivi della Spagna.
Sulle montagne circostanti venne ritrovato legname, carbone, minerali per il metallo e le acque necessarie per il funzionamento dei macchinari, la sua costruzione iniziò nell’aprile del 1727. Il trasporto di carbone, minerale e stagno avveniva a dorso di cammelli provenienti da Aranjuez.
La fabbrica impiegava più di 200 operai e poiché in Spagna nessuno conosceva il processo di lavorazione, fu necessario far arrivare dei tecnici tedeschi nascosti in barili, così da impedire loro di rivelare i segreti sulla produzione.
Prima di finire in una diatriba legale che gli ha fatto perdere il nome di villaggio dei Puffi, Júzcar aveva trovato il modo di vivere grazie al turismo, ma non aveva fatto i conti con il copyright.
Dopo il lancio del film dei Puffi fu la stessa Sony Pictures España a scegliere uno dei classici pueblo blanco e proporgli questa strategia di marketing, tutti d’accordo con l’idea di dipingere l’intero paese di blu, chiesa e cimitero compresi!
Così dal 2011 questo piccolo paese in provincia di Málaga ha dato il via a questo viaggio, non solo con la pittura ma riempiendo il paese di installazioni di Puffi e personaggi annessi, creando un percorso turistico portando le persone a girare per il paese e quindi
incontrare le varie attività presenti. Per un paese che da sempre vive di allevamento e agricoltura, l’arrivo del turismo si rivelò una vera gallina dalle uova d’oro. Nel suo periodo di massimo splendore, Júzcar arrivò a contare circa 800 abitanti e a vivere una stagione di prosperità.
Tutto molto bello e interessante finché il boom del film finisce e Júzcar decide di mantenere questa nuova nomina di villaggio dei Puffi, il turismo prosegue, il paese vede un nuovo futuro davanti a sé. Una grande mappa all’ingresso del paese mostra i percorsi possibili, i bambini adorano giocare per le vie con i loro personaggi preferiti, ma anche gli adulti non si tirano indietro! Quante volte ti capita di dire di aver acquistato una bibita in un bar a forma di amanita muscaria, oppure fare una foto con Grande Puffo, Puffetta ecc.
Tutto questo è andato avanti finché gli eredi non sono intervenuti chiedendo il 12% sui diritti d’autore, tutto ciò diventava insostenibile per il piccolo paese di Júzcar che ha dovuto rinunciare al suo nome di villaggio dei Puffi per il nome “Aldea Azul” (Villaggio Blu) e la rimozione di qualsiasi installazione inerente ai piccoli personaggi blu.
Ad oggi Júzcar sembra un paesino destinato all’abbandono dove il blu ormai è sbiadito, rimangono alcuni murales abbandonati al loro destino e qualche statua di alcuni personaggi dei cartoni animati che non sono rientrati nel conflitto di interessi.
A malincuore, pensando agli abitanti del paese, devo ammettere che oggi Júzcar ha perso gran parte del fascino che lo aveva reso celebre. Al di là del caratteristico colore blu e di qualche locale dove fermarsi, le attrazioni sono ormai poche e la visita ha senso soprattutto se ci si trova già nei dintorni.
E così facciamo rientro a Málaga per un’ultima serata in città!
Durante quest’ultima tappa serale abbiamo deciso di non soffermarci su un solo posto ma di fare una serata tapas andando di locale in locale!
Ci siamo fermati alla Taberna de Alvaro che ho appena scoperto aver chiuso. Quando ci siamo stati noi abbiamo trovato un bravissimo oste, che si dilettava con un po’ di italiano, e che non ha nascosto le sue difficoltà nel trovare personale. Davvero un peccato perché il piccolo locale, colmo di oggetti caratteristici, aveva del potenziale. Qui abbiamo fatto un aperitivo gustando dell’ottimo vino ma la sua posizione super centrale, circondato da attività prettamente turistiche, deve aver reso difficile la sopravvivenza di un posto così di nicchia.
Da qui ci siamo spostati a La Tasquita de en Medio che per arredamento e colori sembrava di essere finiti in Grecia! Il rapporto qualità prezzo è un po’ altino, buona la sangria, qualcosa da ridire sul servizio. Il classico colmo di persone dove diventa difficile per il personale riuscire a star dietro a tutto. La persona che ti accompagna al tavolo non segue quel tavolo per tutto il servizio quindi ci siamo trovati a rincorrere il personale per ordinare, poi per chiedere che fine avesse fatto il bere quando erano già arrivati i piatti al tavolo e infine anche per poter pagare! È stato stancante mangiare qui!
Da qui si prosegue per il Lolita Taberna Andaluza. Sarò sincera, non ci aspettavamo più di tanto eppure all’interno è molto bello ma soprattutto il personale è gentile e disponibile, forse siamo simpatici io e Marco non so, perché ho letto dei commenti pessimi in merito; abbiamo anche mangiato e bevuto bene per una serata di tapas! Sui prezzi sono d’accordo sul fatto che siano un po’ alti ma, come purtroppo ho già sottolineato, Málaga è più cara rispetto alla media spagnola. Ad ogni modo si può vedere il menù sul sito.
Io ti ringrazio per aver letto questo articolo, mi farebbe piacere sapere il tuo punto di vista o sei hai domande non esitare a scrivermi!
Un abbraccio,
Deb!




















































































Articolo molto interessante! Ammetto che non avevo mai sentito parlare di questi luoghi ma l’idea del villaggio dei Puffi è molto carina 🙂
Grazie mille!
Grazie per questo bellissimo viaggio virtuale che mi ha permesso di conoscere dei posti di cui non sapevo nulla. Forse il villaggio dei Puffi lo avevo sentito nominare, senza però sapere dove si trovasse: peccato per la sua sorte.
Molto apprezzati anche i consigli su dove mangiare, bere e fare acquisti!
Ti ringrazio! Sei molto gentile
Setenil de las Bodegas mi è rimasta nel cuore: è stata la mia ultima tappa nel lungo viaggio alla scoperta dell’Andalusia nel 2021 e ancora oggi la ricordo con molto affetto. Qui non solo ho soggiornato, ma ho gustato la coscia d’anatra più buona del mondo!
😂 che bello quando ci sono questi collegamenti con ricordi legati ad alcune prelibatezze! Lo adoro!
Che peccato per la città dei Puffi, però forse hanno un’occasione per costruire un marketing del territorio più autentico. Setenil de las bodegas invece ha qualcosa di davvero magnetico: ogni volta che vedo le foto mi incanto di come l’uomo abbia saputo integrarsi bene col territorio
Vero, è dispiaciuto molto anche a noi, speriamo trovino spunto per creare qualcosa di loro.