Indice dei contenuti
Il quinto giorno di questo nostro viaggio era già programmato ancora prima di partire, cosa che consiglio a chiunque voglia vivere questa esperienza.
Non potevamo perderci questa occasione facilmente raggiungibile dalla città di Málaga.
L’accesso non è libero, si può decidere di farlo con una guida oppure no ma gli ingressi sono rigidamente contingentati per motivi di sicurezza. Noi ci siamo stati fuori stagione prenotando con un mese di anticipo e trovando poche disponibilità.
I biglietti si possono acquistare dal sito ufficiale oppure da un’app come Get Your Guide.
Dove si trova il Caminito del Rey e le sue origini.
La Gola di Gaitanes è l’elemento centrale dell’omonima Area Naturale, un paesaggio caratterizzato da pendii scoscesi, pareti verticali e profonde gole fluviali. Nel corso superiore del Caminito del Rey ci sono tre fiumi che si uniscono formando un unico fiume chiamato Guadalhorce, il cui colore appare lattiginoso e torbido per via dei sedimenti principalmente di argilla e gesso. La presenza di fessure nel calcare e i processi di dissoluzione hanno contribuito a scolpire l’Arco Calcareo Centrale di Malaga. Queste acque trasportano sabbia e ciottoli, che uniti al dislivello e all’enorme portata durante la stagione delle piogge, conferiscono al Guadalhorce un notevole potenziale erosivo.
Le imponenti formazioni rocciose grigie e rosse in mezzo a cui si cammina sono composte da calcare e dolomite del Giurassico. Questi sedimenti marini subirono un sollevamento durante l’orogenesi alpina, che ne alterò la stratificazione orizzontale. L’azione del fiume ha scavato in queste rocce due profonde gole, note rispettivamente come Gaitanejos (a nord) e Gaitanes (a sud).
Nel 1865 la Regina Isabella II attraversò, non senza difficoltà, la Gola di Gaitanes, e poté compiere il suo viaggio inaugurale tra Cordova e Málaga.
Le famiglie degli operai si stabilirono intorno alla centrale idroelettrica di El Chorro, dove, oltre a case e magazzini, oggi sommersi dalle acque del nuovo bacino o demoliti dai continui lavori, sorgeva una piccola Cappella della Medaglia Miracolosa. El Chorro era molto famosa in Málaga per le sue case, i frutteti e i giardini.
La linea ferroviaria, situata accanto all’abisso di El Chorro, era considerata una vetrina industriale per la Spagna e consentiva non solo un efficiente mezzo di comunicazione, ma anche l’esposizione dell’industria spagnola.
Nel 1860 ci fu l’urgenza di collegare Málaga con il resto della Spagna tramite una ferrovia, un progetto molto difficile data la natura montuosa della provincia. Manuel Agustín Heredia creò un progetto ambizioso che prevedeva l’attraversamento della Gola di Gaitanes, costruendo circa dieci piccole gallerie e diversi viadotti invece di un’unica galleria, un’impresa molto complessa a causa della tecnologia disponibile nel XIX secolo. Ancora oggi, durante il percorso, è possibile vedere i treni sbucare dalle montagne, uno spettacolo davvero suggestivo!
La Sociedad Hidroeléctrica del Chorro, proprietaria del Salto del Gaitanejo e del Salto del Chorro aveva bisogno di un accesso alle due cascate per facilitare il passaggio degli operai per la manutenzione, il trasporto di materiali e per la vigilanza. I lavori iniziati nel 1901 terminarono nel 1905. Il percorso iniziava con i binari del treno della Renfe (la società ferroviaria spagnola) e percorreva il Desfiladero de los Gaitanes, permettendo l’accesso a tutte e due le cascate.
Nel 1921 re Alfonso XIII intervenne all’inaugurazione della diga del Conde del Guadalhorce attraversando il percorso appena costruito, fu così che da quel momento il percorso prese il nome di Caminito del Rey.
Cos’è il Caminito del Rey.
Un tempo conosciuto come il sentiero più pericoloso del mondo, è un percorso lineare lungo quasi 8 km che dista circa 60km da Málaga.
Oggi il Caminito del Rey è completamente sicuro e accessibile, ma una cosa non è cambiata: l’emozione di camminare su passerelle sospese a oltre 100 metri d’altezza.
Ma perché è sempre stato considerato così pericoloso?
La pericolosità era dovuta allo stato di deterioramento in cui si trovava negli anni ’90, inoltre le passerelle erano prive di balaustre e c’erano dei tratti in cui il percorso era crollato e restavano solo le travi di supporto.
Oggi camminando è possibile vedere, sotto le nuove passerelle, il vecchio camminamento ed è davvero da brividi!
La totale assenza di sicurezza e altri fattori hanno contribuito alla nascita di una leggenda nera dovuta anche alla morte di alcuni avventurieri.
Nel 1999 e nel 2000, dopo gli incidenti mortali che costarono la vita a quattro escursionisti, le autorità dell’Andalusia hanno chiuso l’accesso al percorso, demolendo il tratto iniziale. Ciò non ha funzionato come deterrente perché alcuni continuavano ad accedervi scalando la parete. È stata anche stabilita una multa dai 6.000 € ai 30.000 € per chi attraversa i binari e le gallerie del treno per accedere al Caminito.
Dopo i restauri iniziati nel 2014, è stato riaperto il 28 marzo 2015.
Ma non è tutto!
La “leggenda nera” narra che i costruttori fossero detenuti condannati a morte che rischiavano la vita per ottenere la libertà lavorando sospesi nel vuoto. In realtà, i lavori furono eseguiti da marinai di Málaga abituati a lavorare sospesi, oltre a operai specializzati della Sociedad Hidroeléctrica del Chorro.
Vale davvero la pena visitare il Caminito del Rey?
La nostra esperienza e consigli utili.
Una volta effettuata la prenotazione su Get Your Guide vengono forniti orari e indirizzi via email.
Abbiamo scelto il primo orario disponibile così da poterci godere la giornata con tutta calma.
Questo implica il doversi svegliare abbastanza presto sia per la distanza che ci separa da Málaga sia perché si trattava di un giorno infrasettimanale, quindi bisogna considerare il traffico mattutino! Infine perché viene richiesto di arrivare 30 minuti prima dell’orario di ingresso scelto per potersi preparare.
Ma ora entriamo nel dettaglio!
È un percorso lineare che va da nord a sud, ci sono due sentieri per raggiungere il punto di partenza, noi abbiamo seguito le indicazioni fornite con la prenotazione per evitare ritardi.
Puntando l’indirizzo dato arriviamo direttamente al parcheggio più vicino, altrimenti se ne trovano molti altri ma poi o si prosegue a piedi o ci si deve appoggiare alle navette. Per il parcheggio abbiamo speso 2€ (che mediamente li chiedono all’ora invece qui è per tutto il tempo in cui abbiamo lasciato l’auto!) ed è presente una persona a cui chiedere indicazioni, come per esempio da che parte proseguire!
Proseguiamo a piedi e raggiungiamo quindi un cartello che indica “Caminito del Rey” con una freccia verso l’interno di una galleria, bisogna entrarci!
Nel video a questo link si vede bene quello di cui sto parlando, così può essere più facile individuarlo.
Attraversare la montagna qui è come addentrarsi in un tunnel temporale! La galleria è ovviamente buia di suo ma tante piccole lucine indicano il percorso fino a sbucare direttamente sul sentiero che ci porta al punto di partenza il tutto in circa 1,5km.
Nel mentre iniziamo a goderci la natura intorno a noi con i suoi suoni e colori.
Consiglio di portare una felpa leggera perché in base all’orario e al periodo potrebbe esserci un’aria abbastanza fresca, sono invece indispensabili delle scarpe adatte, anche perché se ci si presenta in infradito o simili, non credo vi facciano entrare.
Una volta giunti al punto di partenza abbiamo aspettato che arrivassero tutti per poi essere divisi per gruppi, da qui vengono consegnati caschetti e cuffiette per ascoltare la guida, e una volta fatta una veloce presentazione, siamo pronti per partire.
Il percorso è meraviglioso fin da subito e si sviluppa tra gole, canyon e una grande valle nel contesto naturalistico, scavato dal fiume Guadalhorce, con pareti alte fino a 700 metri. In questa zona vivono inoltre numerose specie vegetali e animali: noi siamo stati fortunati ad avvistarne qualcuna. È possibile vedere anche rapaci e uccelli che vivono ad alta quota come il capovaccaio, il grifone o l’aquila reale.
Il percorso prosegue senza troppa fretta così da dare il tempo alle persone di guardarsi intorno e fare qualche foto, a volte ci sono degli stop necessari per spiegazioni, domande e per ricompattare il gruppo.
Dal punto panoramico della diga di Gaitanejo è possibile osservare le case-grotta di Sierra Parda, utilizzate come abitazioni dal personale impiegato presso la centrale idroelettrica. Dopo aver raggiunto le passerelle, il percorso avanza lungo la gola di Gaitanejo e attraverso il canyon noto come Tajo de las Palomas, dove si trova il Puente del Rey. Il paesaggio cambia man mano che ci si avvicina alla valle del Hoyo, con i suoi boschi rigogliosi.
Successivamente si entra nello spettacolare Desfiladero de los Gaitanes, in questo tratto è possibile vedere, tra le altre meraviglie, una sabina centenaria che cresce tra le rocce, la cosiddetta “playa fósil”, che conserva varie tracce giurassiche di fossili.
Alla fine del percorso vengono consegnati i caschetti e da qui si prosegue in autonomia lungo un sentiero di 2 chilometri.
Nella fase di ritorno si arriva ad un punto di ristoro dove sono presenti bagni, tavoli dove poter consumare il pranzo al sacco oppure acquistare qualcosa sul posto, ci sono anche dei negozietti con souvenir.
Una volta rifocillati si prosegue fino alla stazione ferroviaria di El Chorro dove abbiamo preso una delle navette a pagamento, per tornare al parcheggio.
Il percorso come detto è lineare, quindi bisogna tenere conto anche del ritorno. Noi tra il tempo di attesa e la strada per tornare all’auto ci abbiamo impiegato circa un’ora.
L’altra possibilità è tornare a piedi, ma bisogna considerare attentamente il tempo necessario e le ore di luce disponibili. Personalmente, per risparmiare 5€, eviterei di ritrovarmi nel bel mezzo del nulla senza illuminazione!
Se si arriva in treno, dalla stazione ferroviaria El Chorro-Caminito del Rey, bisognerà fare il ragionamento inverso, quindi prendere gli autobus navetta che portano all’accesso nord per iniziare il percorso e una volta terminato il cammino ci si ritroverà alla stazione per fare rientro.
Ecco perché è importante calcolare bene i tempi in base al mezzo con cui ci si muove.
La zona del Caminito del Rey è stata dichiarata Area Naturale dalla Junta de Andalucía nel 1989, in precedenza già classificata come Zona di Protezione Speciale per gli Uccelli (ZEPA) nel 1987 e, dal 2006, fa parte della Riserva della Biosfera Intercontinentale Andalusia-Marocco del Mediterraneo ed è inclusa nell’elenco dei Luoghi di Importanza Comunitaria della Regione Biogeografica Mediterranea.
Questa oasi naturale è stata fin dalla preistoria un punto di riferimento per l’insediamento e lo sviluppo anche degli uomini, ogni patrimonio straordinario deve appartenere all’umanità come un’eredità infinita nel tempo. Ecco perché è importante averne cura e sempre per questo motivo, ogni candidatura a Patrimonio Mondiale necessita non solo della convinzione delle persone e delle istituzioni che la presentano, ma anche di quella del pubblico di riferimento.
Non dimenticare di avere rispetto dei luoghi che visiti, la loro tutela rappresenta la conservazione del nostro passato e la tutela del nostro futuro.
A meno che non si soffra di vertigini da rischiare di sentirsi male, consiglio vivamente questa visita. È qualcosa di unico che merita di essere visto e un’esperienza che non si può dimenticare. Un modo diverso per vivere un meraviglioso contesto naturale.
Attenzione: l’accesso non è consentito ai bambini sotto gli 8 anni, non è possibile portarli in braccio o con appositi zaini ecc. Sempre per motivi di sicurezza l’accesso non è consentito a persone con disabilità o difficoltà motoria e animali domestici.
Ma la nostra giornata non è finita qui!
Mentre facevamo rientro abbiamo deciso che avremmo passato una serata tranquilla a Málaga e visto che, chi mi conosce sa bene della nostra passione per l’Hard Rock Café, abbiamo cenato proprio lì!
Hard Rock Café Málaga
L’Hard Rock Café di Málaga si trova lungo il Paseo del Muelle Uno, fondato il 10 marzo del 2019 può ospitare fino a 460 persone tra il piano terra e il piano superiore con terrazza, dove abbiamo cenato godendoci la vista sul porto. Ovviamente immancabile lo shop!
Non proprio economico visto che in due abbiamo speso quasi 90€ ma non siamo usciti né affamati né insoddisfatti, anche i gin tonic erano buoni!
Il personale è stato molto gentile e disponibile.
Ci sono anche degli aspetti negativi. La musica dal vivo che c’era quella sera era pessima. Per fortuna eravamo al piano superiore in terrazza e da lì non si sentiva nulla, ma prima di andare via abbiamo voluto curiosare con l’intento di bere qualcosa ascoltando musica dal vivo e…abbiamo cambiato idea! Purtroppo il gruppo presente era molto acerbo e dato il contesto mi aspetto decisamente qualcuno di più preparato.
Un altro aspetto negativo erano i bagni, posso essere comprensiva in alta stagione ma non ad ottobre quando c’è meno della metà della gente. Mancava totalmente la carta e non erano puliti.
E così si conclude questa avventura.
Ti ringrazio per aver letto questo articolo, spero di esserti stata utile. Se invece hai già vissuto questa esperienza, sarò felice di leggere la tua opinione nei commenti.
A presto,
Deb!













































Davvero un’esperienza bellissima questo percorso. Non ne conoscevo la storia e sono rimasta molto impressionata dal vecchio cammino così pericoloso da aver alimentato storie e leggende.
Ha un fascino che merita di essere vissuto dal vivo!
Se non si soffre di vertigini vale davvero la pena!
Bellissima esperienza ed emozionante il modo in cui l’hai raccontata. Il Caminito del Rey è un itinerario che voglio percorrere da molto tempo, purtroppo però ho un marito che soffre di vertigini. Peggio per lui lo parcheggerò all’hard rock cafè e lo farò da sola, per poi tornare a prenderlo e recuperare una nuova maglia per la mia collezione.
Ti ringrazio! Mi sembra un ottimo programma!
Anche tu collezionista di maglie dell’Hard Rock?!😄
Non conoscevo il Caminito del Rey per cui ho letto questo articolo con molto interesse e ho apprezzato non solo il racconto della giornata, ma anche le informazioni dettagliate che hai dato. Da pianificatrice seriale, apprezzo sempre i posti in cui vengono spiegate per bene le cose da sapere. Tuttavia non so se avrò mai il coraggio di prenotare questa visita perché soffro di vertigini e temo che per me sarebbe difficilissimo!
Ti ringrazio davvero tanto, mi fa molto piacere!
Mi spiace sia un’opzione difficile da prendere in considerazione…ma non si sa mai nella vita, giusto!?
Ho letto con molto interesse il tuo racconto e adesso ho già voglia di cercare un volo per andarci. Suppongo che l’estate sia torrida quindi cercherò per l’autunno. Grazie mille
Grazie!!
Eh in estate la zona può superare i 40°C quindi dipende da quanto si ama il caldo!
Noi ad ottobre stavamo benissimo tanto che fino ad una certa ora c’era una bella aria fresca…
Io ho grossi problemi con le altezze, anche se cerco comunque di superarli non so se riuscirei ad affrontare un percorso lungo. Se proprio non ce la si fa, si può tornare indietro?
Lungo tutto il cammino c’è sempre del personale, oltre a telecamere di sicurezza ecc.
Le guide sono sempre in collegamento tra loro e in caso di necessità ci si può far accompagnare da un addetto senza creare disguidi al resto del gruppo.
Però magari è meglio farlo presente così la tua guida può starti vicino fin dall’inizio.
Ma lo sai che ci stavo proprio pensando l’altro giorno, dopo aver visto alcune immagini del caminito del Rey sui social? Quello che ignoravo è che è necessario prenotare con largo anticipo. Meno male che si sono i blog di viaggio!!
😅 basta chiedere!
Si prima di partire ci avevano avvisati di questa cosa ed effettivamente…
Su un’intera settimana abbiamo trovato di fortuna un giorno libero!
Detto in tutta onestà che gran figata! ammirazione a mille per chi ha il coraggio di percorrere questi sentieri, io amo il trekking e l’avventura ma purtroppo ho un grosso problemi con le vertigini
Sto scoprendo con questo articolo, condiviso anche sui social, che ci sono davvero tante persone che soffrono di vertigini!
Non pensavo così tante!
che luogo ed esperienza incredibile! meno male che l’accesso all’area è regolato perché altrimenti si andrebbe davvero a distruggere queste meraviglia naturale
Concordo con il tuo pensiero!
E’ un esperienza che mi piacerebbe molto fare. Da come ho capito il percorso è abbastanza pianeggiante per cui non soffrirei molto con la coxoartrosi e, ovviamente, opterei anche io per un rientro “accompagnato”!!!
Sì dal punto di vista di percorso non è impegnativo! C’è un leggero dislivello distribuito su tutto il percorso e gli unici sali scendi sono dovuti ad alcune scale ma brevi…
Questa esperienza mi incuriosisce tantissimo ma allo stesso tempo mi spaventa per via delle vertigini. Due volte in Andalusia e due volte ho saltato questa tappa. Chissà che riesca in futuro facendomi un po’ di coraggio?
Magari le reti e le nuove forme di protezione possono darti un po’ di conforto, speriamo tu riesca a vivere questa esperienza!
Il Caminito è stato ristrutturato di recente. Dalla foto di copertina si vede bene: quello vecchio è ancora lì, sotto al nuovo, senzaz nemmeno un parapetto! 😂 Aiuto, che paura….
Si esatto da circa 10 anni è tornato operativo in sicurezza!
La parte vecchia credo l’abbiano lasciata a dimostrazione di come era!