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Anche questa giornata inizia abbastanza presto!
Vengono a prenderci come da prassi e ritroviamo la guida Ramon della Ekinox Tours che ci aveva accompagnati con Carlos a Chichén Itzá. Una guida stupenda con conoscenze approfondite delle proprie origini.
Durante il viaggio verso Tulum ci viene spiegato come sarà organizzata la giornata, alcuni approfondimenti e curiosità sui luoghi che vedremo e la cultura Maya.
Questa memorabile escursione ci ha portati in tre luoghi unici e molto diversi tra loro:
– Akumal, dove abbiamo nuotato con le tartarughe marine in un contesto protetto.
– Tulum, uno dei più affascinanti siti archeologici della civiltà Maya, a picco sul Mar dei Caraibi.
– Canamayte Eco Park, un parco ecologico immerso nella natura con cenote e pranzo tipico rigenerante.
In questo racconto ti porto passo dopo passo, tra emozioni autentiche, consigli pratici e qualche dritta utile per chi vuole vivere un’esperienza simile!
Snorkeling con le tartarughe ad Akumal
La nostra prima tappa del giorno è la baia di Akumal dove abbiamo fatto snorkeling con le tartarughe.
Una volta arrivati alla struttura ci vengono consegnati i braccialetti per accedere e le chiavi per gli armadietti dove riporre le nostre cose e cambiarci, da qui un briefing con le guide che ci accompagneranno in acqua, regole di comportamento, cosa fare in caso di necessità ma soprattutto cosa NON fare.
In acqua sono presenti diversi gruppi, ben distanziati e riconoscibili per il colore del giubbotto salvagente che si è obbligati ad indossare anche se si è ottimi nuotatori. Maschera e boccaglio sono messi a disposizione ma è possibile portare i propri.
Le guide sono due: una apre e una chiude il gruppo.
Si deve stare insieme, non è possibile allontanarsi o uscire dagli spazi indicati, la tutela delle tartarughe e della barriera corallina è molto rigida; per fortuna aggiungerei!
In acqua si entra quasi strisciando i piedi nella sabbia e non camminando per non correre il rischio di schiacciare eventuali razze, una volta in acqua bisogna mantenere per tutto il tempo una posizione orizzontale, mai stare verticali per non correre il rischio di colpire le tartarughe. Sembra una banalità ma in alcuni momenti non è così scontato, quando il movimento di molte altre persone intorno a te e la presenza di tartarughe sotto di te ti scuotono!
Potrà sembrare scontato ma a quanto pare non lo è: è vietato toccare qualsiasi animale si incontra nuotando e la barriera corallina!
Il motivo per cui qui si trovano molte tartarughe è per la fitta presenza di erba marina sul fondale a pochi metri dalla riva.
È stato emozionante nuotare in mezzo a tutti quei bellissimi esemplari ormai abituati alla presenza dell’uomo, grandi e piccini si lasciavano guardare mentre pasteggiavano. Ho avuto la fortuna di vedere anche in altri contesti delle tartarughe marine, ad esempio a Lampedusa, ma è sempre come se fosse la prima volta!
È stato un pò meno divertente il dover nuotare tutti così ammassati, viene richiesto prima di entrare in acqua se ci sono persone meno esperte nel nuoto così da poter star loro vicino o aiutarle in caso di necessità, Le guide nuotano portando con sé anche un salvagente e sono tutte preparate nel soccorrere, forse era meglio per qualcuno mettere da parte l’ego e far presente le proprie difficoltà perché ad un certo punto mentre guardavo sott’acqua ho ricevuto pugni e calci volanti da un paio di partecipanti che annaspavano rischiando a mia volta di comportarmi esattamente come non dovevo.
Bisogna ammettere che non siamo nemmeno stati così fortunati con la giornata! Era nuvoloso e l’acqua era un pò mossa rendendo a tratti la nuotata faticosa e la vista poco limpida, ma è comunque un’esperienza che porterò nel cuore; avvicinarsi così tanto a certi esemplari non è sempre scontato.
Dalla riva si procede a nuoto fino a raggiungere la barriera corallina, si nuota intorno ad essa per poi tornare indietro, il tutto richiede circa un’ora, ovviamente non sono presenti solo tartarughe ma è possibile ammirare i diversi pesci della barriera oltre alle razze che passano di lì in cerca di cibo!
Una volta usciti dall’acqua negli spogliatoi si ha la possibilità di fare una doccia e sistemarsi un attimo per proseguire il viaggio.
Confrontando questa esperienza con quelle precedenti potrei definirla più superficiale. A parte nuotare ammirando la bellezza sotto di noi non c’è stato nessun approfondimento, una volta usciti dall’acqua a meno che non sia tu a porre dei quesiti, ognuno va per la sua strada.
Mentre si nuota c’è troppa gente intorno e il tempo per fare il giro è centellinato, quindi oltre a sentir “gridare” qua e là: “qui c’è una tartaruga” non si fa altro.
Ora non voglio denigrare l’esperienza vissuta perché, sarò onesta, lo rifarei, ma bisogna essere consapevoli del contesto e come viene vissuto. Non bisogna pensare di poter arrivare ad Akumal e sguazzare liberamente in acqua giocando con le tartarughe!

Visita al sito archeologico di Tulum
Non abbiamo frequentato molto Tulum al di fuori delle escursioni fatte perché nonostante la fama, quelle poche volte che siamo passati di lì, ci è sembrato trascurato, al di fuori dei classici resort e locali instagrammabili, che oltretutto hanno dei prezzi ben sopra la media rispetto ad altre zone della costa dello Yucatán.
Diverse spiagge un tempo libere oggi sono a pagamento, si parla di un costo medio di 20$ al giorno che viene bypassato se si consuma nel locale/albergo che fa da riferimento al quel tratto di spiaggia. Laddove non ci sono locali e resort le spiagge sono state privatizzate dalle ville costruite sulla spiaggia, ci sono dei piccoli tratti dove è possibile accedere liberamente ma con tutta onestà non ho impiegato il mio tempo lì per cercarle!
Il bello piace a tutti ma questa zona mi ha dato l’idea di essere solo uno specchio per allodole.
Tulum in origine chiamata Zama, ovvero alba, fu un importante porto per le rotte commerciali dei Maya che da qui raggiungevano Honduras, lo scopo di questo luogo era di essere una fortezza sicura e strategica. Fondata nel VI secolo d.C raggiunse il suo splendore tra il 1200 e il 1500, qui vivevano circa 1600 persone ed essendo proprio sulla costa fu uno dei primi luoghi invasi dagli spagnoli. Nonostante ciò fu una delle ultime città maya a essere abbandonata, circa 75 anni dopo la conquista spagnola. Altre città nel mentre erano state abbandonate e restituite alla natura ma continuavano ad essere vissute con forme di pellegrinaggio o di rifugio nel periodo di guerre delle caste tra 1847 e il 1901.
Una volta varcato l’ingresso ci si trova come in un paesino circondati da diversi negozi e locali, durante il percorso per accedere al sito archeologico si incontrano anche vari artisti, alcuni vestiti in modo tipico, che dopo qualche spettacolo chiedono una mancia.
Nel frattempo raggiungiamo il punto di incontro con tutti gli altri partecipanti e qui veniamo divisi per lingue, noi italiani veniamo affidati a Carlos.
Da qui si passano i tornelli dove oltre ai pass vengono controllati zaini e borse, si prosegue a piedi per pochi minuti circondati dalla natura, dove se si è fortunati si riesce a intravedere delle scimmiette! Più si avanza più la natura prende il sopravvento fino ad essere circondati anche da maestosi alberi un tempo considerati sacri, come il Kapok, conosciuto con il nome di Yaxché in lingua maya, considerato sacro e con un forte significato culturale e spirituale, un albero cosmico che collega cielo, terra e il mondo sotterraneo.
Così fino ad arrivare all’ingresso del sito archeologico, le mura che proteggono questo luogo da tantissimo tempo sono molto spesse e la piccola porta d’ingresso era voluta per rendere difficoltoso il passaggio al nemico.
Queste mura oltre ad avere uno scopo difensivo, separavano la classe superiore, che viveva all’interno, dalla gente comune che abitava al di fuori.
Una volta varcato l’ingresso si entra in un’altra dimensione!
Cosa puoi vedere all’interno delle mura su scogliere che arrivano fino a 12 metri?
Le Rovine di Tulum. A 3,5km dal centro città con accesso dalle 8 alle 17 ed ultimo ingresso alle 15:30 si trova questo luogo magnifico. Ti consiglio di portare protezioni ed acqua perché al suo interno non ci sono ripari ed acquistare nei negozietti interni non è sempre conveniente. È un contesto meno imponente di Chichén Itzá ma è comunque affascinante, nessun altro sito Maya in Messico si trova in riva all’oceano, le strutture sono diverse e facilmente raggiungibili, c’erano anche famiglie con passeggini.
Non si può paragonare a Chichén Itzá, sono due complessi differenti che, secondo la storia, sono stati anche vissuti in modo differente. Entrambi molto belli, vale assolutamente la pena vederli ed approfondirli tutti e due ma senza confronti.
All’interno dell’area si trovano:
–El Castillo. Ribattezzato così dagli spagnoli perché ha una torre di guardia alta 8m che fungeva anche da faro. Agli angoli ci sono i “Kukulcánes” i serpenti piumati.
– Tempio del Dios Discendente. Deve il suo nome per una figura in rilievo sopra il portale raffigurata a testa in giù, con le gambe divaricate, un copricapo e le mani che reggono un oggetto sconosciuto. Il soggetto potrebbe essere Ah Muzen Cab, ovvero il dio delle api. La rampa costruita fuori asse rispetto alla struttura è stata voluta così dai maya.
– Casa del cenote. Chiamata così per un pozzo presente al suo interno, un tempo fonte importantissima per la cittadina. Ancora oggi vi nuotano dei pesciolini! All’interno della casa è stata trovata una tomba.
– Templo de las Pinturas. Struttura su due piani ricca di colonne e sculture, sono state rinvenute alcune tracce di affreschi in parte restaurati.
– Tempio del Dios del Viento. Un tempio su due piani piuttosto isolato, si affaccia sul mare, ha una base circolare associata a Kukulcán, all’interno si trovano un altare e altri elementi che fanno pensare ad un luogo dedicato alle cerimonie. Secondo alcune leggende i maya riconoscevano l’arrivo
di tempeste o uragani grazie ad un sibilo creato al piano superiore della struttura.
– Casa del Halach Uinic. Casa del sacerdote, purtroppo oggi molto rovinata. Anche qui è presente la figura a testa in giù del tempio del Dio Discendente.
– Mirador Arqueoastronomico. Struttura con un bellissimo panorama, si raggiunge superando il Tempio degli affreschi, ad un certo punto si è circondati dal Castillo e dai templi dove è presente un cartello che sottolinea come tutte le strutture siano allineate con solstizi ed equinozi.
– Playa Paradiso. Ai piedi di questo contesto non poteva trovarsi una spiaggia con un nome diverso perché è un paradiso a tutti gli effetti! Ad oggi la zona sottostante all’area archeologica è off-limits, perché in queste spiagge le tartarughe vengono a deporre le uova.
Il sito è davvero bellissimo, si può accedere per conto proprio ma in questi casi consiglio una guida, meglio ancora se del posto perché saprà regalarti informazioni che anche in Internet non si trovano.
Dopo il giro guidato è stato lasciato del tempo per poter visitare in autonomia il contesto e così è il momento di raggiungere il pullman, quindi torniamo seguendo le indicazioni per l’uscita che poi si ricollega al tratto iniziale. Per chi non volesse camminare sono anche disponibili delle navette.
Risaliamo sul pullman che ci porterà alla terza ed ultima tappa di questa giornata.
Un video per mostrare qualche momento a Tulum: https://youtube.com/shorts/lGTgkKPn-YQ?feature=share
Pranzo e cenote a Canamayte EcoPark
Il Canamayete Eco Park è un parco ecologico dove sono presenti due cenote: il Cenote Mariposa, semi-aperto con acque limpide color smeraldo, e il Cenote Chen Ha, un cenote sotterraneo che offre un’esperienza unica con la sua caverna illuminata e splendide stalattiti.
Una volta arrivati abbiamo da subito pranzato in un’area comune ben allestita con un ricco buffet con diversi tipi di antipasti, primi, secondi, contorni e dolci: piatti tipici e non per accontentare tutti! Agua de jamaica a volontà mentre tutto il resto si paga in più rispetto alla quota versata all’iscrizione; anche l’acqua è extra.
Avrei voluto assaggiare tutto ma con l’idea di entrare nei cenote non so quanto fosse il caso di rimpinzarsi come il cappone per Natale!
Con dispiacere mi sono dovuta limitare per poi raggiungere spogliatoi e armadietti, è obbligatoria una bella doccia, in questo caso anche gelata, prima di entrare in questi luoghi magnifici.
I colori e il contesto sono di una bellezza che lascia senza parole, l’acqua gelata della doccia molto probabilmente è per abituarti a quella del cenote! Diverse persone hanno rinunciato ad entrare.
Una volta terminato il bagno si poteva partecipare ad una cerimonia con uno sciamano dove con una offerta è possibile far purificare dei propri oggetti, magari acquistati allo shop presente in loco.
Per chi raggiunge il luogo in autonomia può dedicare del tempo al relax anche sulle amache e visitare un meliponario, dove si allevano le api tropicali senza pungiglione, e dove vengono illustrate le pratiche tradizionali dell’apicoltura.
La nostra giornata si conclude con un brindisi tutti insieme gustando un liquore prodotto in loco davvero molto buono, tra i suoi ingredienti è presente anche l’anice e potrebbe ricordare, ad alcuni, la nostra Sambuca (per dare un riferimento!). Con tutta onestà ho rinunciato all’acquisto di una bottiglia come souvenir perché 40€ mi sembravano un pò eccessivi, posso capire l’impegno che richiede la produzione ma…
Il parco è aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:00 e per raggiungerlo bisogna addentrarsi nella natura su una strada sterrata seguendo qua e là dei cartelli, consiglio l’utilizzo di un navigatore se si vuole raggiungere in autonomia!
Il contesto è sicuramente affascinante, i cenote sono bellissimi, e abbiamo mangiato bene ma è una situazione prettamente turistica e bisogna esserne consapevoli e viverla per quello che è.
Un video su Canamayte: https://youtu.be/wEzrwdh67Qo
La nostra giornata termina qui, spero che questo articolo ti sia piaciuto e possa esserti di aiuto.
Grazie per la tua lettura.
A presto,
Deb!






































sono stata al sito di Tulum che mi era piaciuto molto per quel suo affaccio unico sul mare. ad Akumal ci sono passata senza vedere le tartarughe e forse ho fatto bene data la descrizione della tua esperienza.
Eh diciamo che in alta stagione c’è un pò di affollamento!
Che articolo coinvolgente e ricco di spunti, mi ha fatto davvero venir voglia di viverlo in prima persona! Anche noi stiamo giusto pensando di fare un’esperienza simile la prossima estate, combinando rovine Maya, snorkeling con le tartarughe e cenote immersi nella natura. L’idea di nuotare accanto alle tartarughe ad Akumal e poi esplorare Tulum e il parco ecologico suona davvero unica e indimenticabile. Grazie per i dettagli e i consigli pratici!
Di nulla! Grazie a te per questo riscontro!
Il fatto che la salute delle tartarughe venga prima di tutto è un punto a favore di questa esperienza. Peccato però che a livello umano ti abbia lasciato poco. A volte basterebbe un pò di empatia in più per regalare emozioni ai viaggiatori che Si affidano a tour organizzati, ma non tutti vanno oltre la sottile linea “denaro”.
Eh non siamo tutti uguali! Alcuni contesti rendono questo aspetto anche un pò più difficile!
Il vostro viaggio in Messico è sempre più sorprendente e sono felice di sapere che avere visto così tanti luoghi naturali. Nuotare con le tartarughe sarà stato eccezionale, io l’ho fatto quando ero piccola a Marsa Alam ma ho dei ricordi poco vividi di questa esperienza. Tulum beh, la sua fama la precede e io la ricordo sempre per l’opera manariana “Viaggio a Thulum”.
Ero super curiosa di Tulum, per quello che mi avevano raccontato ecc. ma una volta arrivata lì mi ha delusa un bel pò. Peccato.