Due isole paradisiache che hanno tanto da raccontare, da mostrare e da preservare. Ecco perché, dal mio punto di vista, una giornata per entrambe le isole non è sufficiente.
La nostra avventura inizia con il piede sbagliato: pensavamo di andare sul sicuro vista la precedente esperienza avuta a Sian Ka’an con la Blue Caribe, purtroppo questa volta la guida non ha retto il confronto con le alte aspettative che ci eravamo fatti!
Arrivano a prenderci in albergo con più di mezz’ora di ritardo; da qui ci dirigiamo verso Cancún, in prossimità del porto da cui avremmo preso la barca per raggiungere le isole.
Un viaggio durato circa trenta minuti, con il pulmino pieno di persone, senza un filo di aria condizionata e senza la possibilità di aprire i finestrini. Arriviamo al porto tutti stremati.
Ci portano in quella che è l’area ristoro di un albergo che pareva essere in costruzione, siamo davanti al porto e qui spettiamo altri quaranta minuti circa prima dell’arrivo di tutti gli altri viaggiatori, che a quanto pare hanno vissuto la nostra stessa esperienza, tanto che uno dei mezzi si è dovuto fermare perché una ragazza claustrofobica si è sentita male durante il tragitto.
Scopriamo, per fortuna, che tra le guide mandate dalla Blue Caribe c’è ancora Federica: qualcuno di valido su cui contare; forse!
Da qui passa altro tempo prima di salire in barca, durante il quale vengono fatti compilare i documenti necessari e dove viene chiesto di mettere eventuali creme solari. Questo perché una volta saliti in barca ne sarà vietato l’utilizzo per gli stessi motivi di cui ho già raccontato nei precedenti articoli sulle normative antinquinamento.
Isla Contoy
Finalmente ci imbarchiamo e la prima tappa del giorno è Isla Contoy, che si raggiunge in circa un’ora.
Nel mentre ci godiamo il bellissimo blu delle acque caraibiche! Insieme a noi ci sono coppie, gruppi di amici e famiglie, a bordo sono presenti bibite analcoliche e non e con le guide si chiacchiera del più e del meno oltre ad avere una panoramica di ciò che ci attende.
Durante questo viaggio in barca ammiriamo anche Isla Blanca, una lingua di sabbia che separa la laguna Chacmuchuc dal Mar dei Caraibi: chilometri di sabbia bianca e mare incontaminato.
Se soggiorni a Cancún non puoi non andarci! Ma devi tenere conto che qui potrai sicuramente goderti una giornata di totale relax ma oltre alla natura selvaggia non troverai nulla.
Attenzione: non c’è veramente nulla qui! Nemmeno palme per ripararsi dal sole perché la vegetazione è bassa. È bene arrivare attrezzati, sempre nel rispetto del contesto. E’ bene ricordare che questa zona è pura natura, i rifiuti che si creano devono essere riportati con sé sulla terra ferma perché non è una spiaggia attrezzata.
Passiamo la barriera corallina dove avremmo dovuto fare snorkeling, ma il mare era troppo mosso e non è stato dato il permesso alle guide per farci nuotare in mare aperto.
Così arriviamo a Isla Contoy, una piccola isola dove Caraibi e Golfo del Messico si incontrano, dichiarata Parco Nazionale nel 1998.
È lunga solo 8,5 km, con una superficie di 3 km², non è possibile raggiungere l’isola senza un permesso in quanto possono accedervi solo 200 persone al giorno per salvaguardare l’ambiente.
Non è possibile pernottare sull’isola, concesso solo ai ricercatori. Una delle poche strutture presenti è l’osservatorio, insieme a un piccolo museo e una zona ristoro per i turisti.
L’importanza di questo paradiso non è legata solo alla flora: qui nidificano quattro specie diverse di tartarughe (Caretta caretta, tartaruga verde, tartaruga embricata e tartaruga liuto). Inoltre, sono presenti oltre 150 specie di uccelli marini, tra cui pellicani e cormorani, oltre a iguane, aragoste, granchi ecc. La flora e la fauna di questo luogo sono molto preziose, poterle ammirare da vicino è un vero privilegio e per questo il contesto è severamente tutelato; le persone che approdano sull’isola sono controllate a vista.
Una volta arrivati sull’isola, potevamo scegliere se goderci la spiaggia e il mare oppure ritrovarci con Federica per fare il giro del museo e arrivare al punto panoramico consentito ai turisti, per poi tornare alla spiaggia. Ovviamente, potevo perdermi questa esperienza per oziare sul bagnasciuga?
E quindi eccoci pronti per il giro!
Nel museo ci sono delle riproduzioni degli animali che popolano il luogo e le loro peculiarità, Federica con la passione che la contraddistingue ci racconta della flora e della fauna dell’isola, la sua storia, punti critici e non.
Gli approfondimenti arrivano percorrendo il sentiero dove incontriamo iguane e diversi piccoli granchi che viaggiano con le loro “casette” sulla schiena! Qui ci viene fatta notare l’importanza di non portare via le conchiglie da qualsiasi spiaggia, perché costituiscono un rifugio fondamentale per questi animali che, crescendo, ne cercano sempre di nuove e adatte.
Arrivati al punto panoramico, non si può non rimanere stupefatti dalla bellezza che ci circonda! Anche le foto non rendono i colori e il contesto. Sopra di noi, un cielo azzurro intenso in cui un numero indefinito di fregate sorvolano la zona e amoreggiano!
Rientriamo alla spiaggia per il pranzo a base di: riso, pesce alla griglia, frutta fresca, verdure e bibite, tutto preparato al momento e sotto la stretta sorveglianza delle iguane che si aggirano tra i tavoli sperando di agguantare qualcosa.
Da qui ci spostiamo in spiaggia perché abbiamo ancora del tempo a disposizione prima di dover lasciare l’isola per permettere ad altri di arrivare.
Nonostante la nostra presenza regna una calma assoluta. I pellicani indisturbati continuano i loro tuffi in acqua a caccia di pesci, anche con le persone che nuotano!
L’acqua era molto fredda… e per dirlo io! Quindi ne ho approfittato per avvicinarmi quanto possibile ai pellicani per fare un pò di foto e video per poi uscire ed avere il tempo di asciugarmi prima di ripartire per Isla Mujeres.
Porta uno zaino in cui mettere eventuali ricambi se non vuoi stare con il costume bagnato e un asciugamano per asciugarsi oppure anche solo il telo da spiaggia perché ovviamente non li troverai in loco!
Tutto ciò che viene lasciato in barca non è tutelato da nessuno anche se borse e zaini vengono riposti in un apposito scompartimento.
Vale la pena visitare questo luogo?
Il mio modesto parere da semplice turista è: assolutamente sì!
Se sei un appassionato della natura selvaggia questo posto fa al caso tuo ma anche se non lo sei è un’esperienza che merita di essere vissuta. Per una mezza giornata puoi rinunciare a tutti i confort da resort tra spiagge attrezzate, bar, musica e quant’altro per vedere un pò come sarebbe il mondo senza di noi o semplicemente se gli dessimo il giusto rispetto.
Isla Mujeres
Per arrivare a Isla Mujeres, partendo da Isla Contoy, ci vogliono circa 45 minuti. Altrimenti è possibile raggiungere l’isola con il traghetto veloce Ultramar da Puerto Juárez: le tratte partono ogni 30 minuti e durano circa 15 minuti.
Una volta arrivati, ci viene data un’ora per girare in libertà: questo è il motivo per cui consiglio di muoversi in autonomia; un’ora per scoprire un’isola, seppur piccola è davvero troppo poco.
Questa isola meriterebbe almeno un giorno intero di visita escludendo relax in spiaggia e snorkeling; l’opzione perfetta sarebbe soggiornarvi per due o tre giorni, per poi spostarsi sulla terraferma. La sua superficie è di 4,22 km² e si può girare noleggiando uno dei tantissimi golf cart (chiamati carrito), uno scooter o una bicicletta.
Il nome Isla Mujeres, ovvero “isola delle donne”, deriva dalle statue femminili ritrovate nei pressi del tempio dedicato alla dea Ixchel, a Punta Sur.
Considerato un luogo sacro dai Maya perché il sole colpisce Punta Sur prima di qualsiasi altra parte del Messico, ed è uno spettacolo glorioso.
Sull’isola è presente una statua della dea Ixchel senza veli: si pensa che i Maya facessero tappa qui per poi raggiungere Isla Cozumel, dove adoravano la dea della fertilità e della medicina, conosciuta anche come dea giaguaro, madre di terra e cielo, e ancora oggi pregata per avere guarigione e figli sani.
Cosa vedere sull’isola a nord:
. Parroquia Inmaculada
. Parador fotografico con scritta Isla Mujeres.
. Museo fotografico
. Statua La Trigueña
. Monumento alla tartaruga
. Playa Norte. Molto grande e spiaggia bianca considerata tra le 10 spiagge più belle del mondo.
. Playa paraiso.
. Playa Media Luna.
. Via Hidalgo. La via dove è possibile trovare locali e negozi e dove si concentra la movida durante la sera.
Cosa vedere a sud dell’isola:
. Capilla de Guadalupe
. Iglesia del Sagrado Corazon
. Rainbow stairs. Una scala arcobaleno gettonata per scattarsi foto.
. Playa Indio.
. Playa Lancheros.
. Parco Garrafon. Parco consigliato per lo snorkeling e per le attrazioni come i voli in zip line sul mare, kayak, ristoranti e alcuni sport acquatici.
. Punta Sur. La punta più a sud dell’isola, dove è presente un faro su cui è possibile salire e dove passeggiare per godersi il panorama dalla scogliera. A punta Sur è possibile vedere i coccodrilli. Qui è presente anche il Punta Sur Sculpture Park, un luogo dove sono esposte all’aria aperta diverse sculture di 23 artisti nazionali e internazionali. È possibile fare queste visite subacquee grazie al MUSA, museo subacqueo d’Arte, si tratta del più grande museo sottomarino al mondo e qui è possibile fare immersioni e snorkeling di vario livello per i più e meno esperti. Per chi ha difficoltà nel nuoto è possibile anche partecipare ad una visita con una barca dal fondo di vetro.
Avendo pochissimo tempo rispetto a tutto quello che era possibile fare, decidiamo di lasciar stare le spiagge e gironzolare a caso per le vie. Il contesto appare subito labirintico e molto colorato!
Le piccole vie strette brulicano di attività: è uno di quei luoghi tutti da scoprire. Un fiume di turisti popola il centro e le persone al lavoro sono lì pronti ad attirare la vostra attenzione. Ad ogni modo, sempre tutti molto gentili e mai insistenti.
Non ci siamo fermati a mangiare da nessuna parte, abbiamo preferito passeggiare per il centro e, a malincuore, lasciare quest’isola senza vedere la parte più selvaggia.
Una volta rientrati al porto, chiediamo a Federica di fare da portavoce per tutto il pullmino e riferire alla guida (che a quanto pare non capiva quello che gli veniva chiesto) se fosse possibile accendere l’aria condizionata per il ritorno o almeno aprire i finestrini. Purtroppo le nostre richieste sono state vane e, come all’andata, abbiamo sofferto il caldo con le dovute lamentele.
A parte il disguido con il trasporto sono contenta di aver conosciuto queste due realtà.
Come già riportato consiglio di affidarsi ad un gruppo organizzato solo per Isla Contoy e muoversi in autonomia per Isla Mujeres così da non essere troppo limitati sul tempo.
Ecco un breve video sulle due isole: https://youtube.com/shorts/HcM8MdjNIUI?feature=share
Spero di essere stata di aiuto con la mia esperienza.
Mi piacerebbe sapere il tuo punto di vista nei commenti.
Ti ricordo inoltre che sul mio profilo Instagram sono presenti altri contenuti in merito.
A presto,
Deb!























Delle due isole conoscevo di nome solo quella de las mujeres, peccato che abbiate avuto tutto il tempo che serviva per esplorarla al meglio!
Magari un giorno ci torneremo chissà! La vita ha tante sorprese!
Sono stata due volte a Cancun e ho sempre desiderato arrivare fino alla Isla Mujeres senza mai averne avuto l’occasione. Mi rammarico ancora di più dopo aver letto della tua escursione che include anche L’Isla Contoy: decisamente un bel modo per immergersi in una natura fortunatamente ancora incontaminata. Ho apprezzato il consiglio di visitare L’isla Mujeres in autonomia per poterla godere con un pò di calma
Ti ringrazio, avrai sicuramente un’altra occasione per toglierti questi sassolini!
E io che pensavo che ci fossero solo spiagge dove annoriarsi! La tua chiave di lettura sui Caraibi mi ha fatto cambiare letteralmente visione, e credo che sia una meta perfetta per famiglie con adolescenti, viste le tante cose da visitare!
Non potevo ricevere commento più bello per me! Davvero ti ringrazio!
Mi piace sempre di più questo vostro viaggio in Messico che ha combinato Natura sconfinata e totale relax! Isla Contoy sarebbe stata una tappa per me irrinunciabile: come te non sarei venuta fin qui per il semplice ozio, ma per visitare il museo e le sue bellezze naturali. Il fatto che sia luogo di nidificazione per almeno 4 specie di tartarughe è, a dir poco, eccezionale!
Grazie mille Eliana! Sono certa che Isla Contoy ti avrebbe rapito un pezzetto di cuore!
Non conoscevo, tra l’altro mi piacciono entrambe come isole, le segno per un futuro viaggio perché è una bella meta per un viaggio di famiglia.
Normalmente non prendo mai in considerazioni le mete con tanto mare ma ci sono delle eccezioni e Isla Mujeres è una di queste proprio grazie al MUSA.
Non so però se sarei interessata a visitare anche Isla Contoy, a maggior ragione se l’unico modo è con gruppi organizzati, a cui sono leggermente allergica…🤣
Eh sì Isla Contoy è un prezioso scrigno iper tutelato! Essendo area protetta l’unico modo per raggiungerla è appoggiandosi ad un organizzazione.
Peccato per la partenza un po’ sofferta (e per il rientro di nuovo senza aria condizionata), ma direi che ne è valsa la pena vista la bellezza delle tue tappe. Ottimo il consiglio di dedicare almeno un giorno intero a Isla Mujeres per riuscire a vedere più cose: un’ora sembra decisamente troppo poco ma almeno siete riusciti a farvi un’idea del posto 🙂
Si come escursione è stata un pò una fregatura per Isla Mujeres…non la consiglio.
Sono stata varie volte in Messico ma non sono ancora stata su queste isole ma mi ispirano un sacco, vorrei visitarle e preferirei proprio fermarmi a Isla Mujeres per godermela meglio e non in gita giornaliera come dici tu
Grazie! Spero possa piacerti!