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Il Temazcal è una cerimonia antichissima, risalente all’epoca precolombiana. I conquistadores tentarono di proibirla perché in contrasto con la religione cattolica, ma grazie alla forte resistenza delle popolazioni indigene, queste pratiche sono sopravvissute fino ai giorni nostri.
Temazcal deriva dalle parole nahuatl temaz (vapore) e calli (casa), e significa infatti “casa del calore”. Dopo la cerimonia introduttiva, ci si immerge in una capanna sudatoria dove il vapore e il calore accompagnano il rito. L’obiettivo è la purificazione di corpo, mente e spirito, così da ritrovare un nuovo senso del sé. In molte tradizioni la purificazione è vista come necessaria per liberarci da ciò che ci appesantisce e che non ci serve più.
Alcuni Temazcal sono utilizzati anche per scopi terapeutici: si ritiene che aiutino in caso di malattie della pelle, del fegato, della circolazione, problemi reumatici, artrite, gotta, ma anche nei casi acuti di dolori, raffreddamenti e tensioni muscolari.
Il Temazcal è considerato un microcosmo che racchiude al suo interno il macrocosmo, l’Universo stesso. Secondo la cosmovisione azteca, il mondo ha attraversato vari cicli, chiamati “Soli, e oggi ci troviamo nel sesto Sole.
La nostra esperienza a Tulum
Abbiamo partecipato a un’esperienza organizzata quindi sono venuti a prenderci in albergo e da lì ci siamo diretti verso Tulum. La nostra guida parlava solo spagnolo, anche se lo comprendiamo mi sarebbe dispiaciuto perdere alcuni dettagli, ma ci ha rassicurati: una ragazza sul posto parlava perfettamente italiano e ci avrebbe accompagnati lungo il percorso.
Siamo arrivati che era già buio, indossavamo i costumi da bagno e abbiamo lasciato le nostre cose in un luogo custodito. Dopo esserci divisi in gruppi in base alla lingua, ci hanno offerto dell’acqua di Jamaica – della quale mi sono ufficialmente innamorata! Per chi non la conoscesse, è una bevanda tipica del Centro e Sud America, a base di infuso di fiori di ibisco e zucchero.
Da qui ci siamo spostati in un punto in cui le signore che ci hanno offerto da bere preparavano le tortillas che avremmo mangiato a cena.
Ti mostro quanto sono belle in abiti tipici in questo video.
E’ arrivato il momento della cerimonia quindi proseguiamo.
Il rito del Temazcal
Siamo stati accolti da un altare decorato e da un grande falò posti vicino alla capanna, una volta posizionati a semi cerchio davanti all’altare, lo sciamano con il suo aiutante, ha il iniziato il rito.
Il rito si basa sui quattro elementi, celebrati e onorati come forze fondamentali della vita, simboli della creazione e della rigenerazione.
Terra: Identificata dal luogo sacro in cui è costruita la capanna, e dalle pietre che sono poste nel braciere, considerate custodi della saggezza della terra. La connessione con la terra è fondamentale per la rinascita.
Acqua, simbolo della vita e della rinascita. Rappresenta il sangue, la vita e il grembo materno. L’acqua viene versata sulle pietre roventi per creare il vapore.
Fuoco, simbolo della morte (intesa come trasformazione), spirito e luce del Padre Sole. Le pietre, scaldate nel fuoco, sono il cuore pulsante del calore e del processo di rinascita, rendendo così il Temazcal un microcosmo che include gli elementi.
Aria: Rappresentata dal respiro, l’aria porta la purificazione e la connessione con l’universo. Le erbe aromatiche e il fumo del copale sono utilizzati per connettere i partecipanti alle forze spirituali.
Gli spiriti dell’ “abuelita” – le nostre guide ancestrali – ci accompagnano in questo processo. All’inizio viene chiesto di pensare a cosa si vuole lasciar andare. La nostra intenzione viene poi affidata a un chicco di copale (resina sacra), che verrà gettato nel fuoco prima di entrare nella capanna.
Durante la cerimonia si cantano inni di ringraziamento alla Madre Terra, si brucia copale e altre erbe sacre che producono una nube bianca, passata su ogni partecipante dallo sciamano con l’intento di purificarci.
Durante le preghiere si onorano i quattro punti cardinali, che rappresentano le quattro fasi della vita, così come le stagioni ma anche: la volontà, il maschile e il femminile, la frustrazioni, la morte e la rinascita.
In fila indiana proseguiamo facendo un giro intorno al fuoco dove gettiamo il nostro copale e da qui entriamo nella capanna chiedendo il permesso. Chiunque o qualunque cosa entri nella capanna deve chiedere permesso.
Involontariamente, sono stata la prima ad entrare, da sinistra proseguo lungo tutto il perimetro fino a raggiungere quasi l’uscita dove prendo posto e così via via tutte le persone a seguire.
Infine entra lo sciamano mentre l’assistente da fuori per ogni pietra chiede il permesso, lo sciamano e noi la accogliamo e le pietre calde vengono riposte al centro, stessa cosa per l’acqua e tutto ciò che verrà utilizzato per proseguire la cerimonia. All’inizio c’è solo la luce delle candele, poi tutto viene spento e il vapore avvolge ogni cosa.
Una volta che tutti e tutto l’occorrente hanno fatto il loro ingresso la porta viene chiusa e non si può uscire, a meno che qualcuno non si senta male, allora deve essere fatta una formale richiesta che lo sciamano deve accogliere. Una volta che si ha il permesso di uscire non si può più rientrare.
Il fuoco che scalda le pietre è posto a est, dove sorge il Sole, simbolo del principio maschile (Tonatiuh). L’ingresso alla capanna è verso sud, chiamato “la Via dei Morti”, che inizia con la nascita e termina con la morte. Perché bisogna ricordare che tutto è vita e morte, e nell’essere nati cominciamo il nostro percorso verso la morte.
Entrare nel Temazcal è come tornare nel grembo materno, governato dalla dea Temazcaltoci, madre delle madri. L’ingresso è stretto e basso, bisogna chinarsi (anche io che non arrivo al metro e sessanta!). All’interno si perde il contatto col mondo esterno: la forma circolare della capanna ci ricorda l’importanza dell’umiltà, della gentilezza e del perdono.
Lascio un breve video riassuntivo sulla cerimonia vissuta da noi.
Le mie sensazioni
All’inizio ero molto emozionata, ma con una respirazione profonda sono riuscita a rilassarmi.
Quando il vapore diventava troppo caldo, mi appoggiavo alle pareti più fresche. I contrasti caldo-freddo, dovuti all’acqua spruzzata con rami aromatici, erano rigeneranti!
Durante la pratica, il calore aumentava gradualmente, simboleggiando i livelli dell’elevazione spirituale. Nel buio più totale, si ricominciava a cantare: si invocavano i quattro elementi.
Alla fine di tutto cala il silenzio, la porta viene riaperta e uno alla volta ripartendo dal primo che è entrato, si esce. Subito una folata di aria fresca mi avvolge, il cielo stellato sopra di me mi da un senso di immensa gratitudine.
L’aiutante dello sciamano ci ha accolti con una bevanda fresca, salutandoci come “nuovi nati”.
Devo ammettere che non sono riuscita a meditare come a casa, complice la scomodità della pietra e la curiosità verso ciò che stava accadendo. Ero curiosa di capire, ero concentrata sull’ascoltare bene le parole in lingua Maya per non sbagliare a ripeterle e tutto questo mi ha reso difficile lasciarmi andare, inoltre, alcuni partecipanti non hanno preso la cerimonia troppo sul serio, disturbando la concentrazione.
Ho comunque provato tante emozioni, ad un certo punto senza rendermene conto avevo le lacrime che scorrevano lungo il viso.
È un’esperienza molto soggettiva. C’è chi non sente nulla e chi percepisce subito dei cambiamenti, c’è chi lo vive in modo superficiale e chi si immerge totalmente nell’a pratica.
Io mi sono sentita fortunata e riconoscente per aver vissuto tutto questo, e spero di avere occasione di poter vivere di una nuova una cerimonia del Temazcal. Magari in un contesto diverso più genuino e meno “turistico”, con la consapevolezza che ho oggi di quello in cui consiste questo rito.
La consiglio anche a chi è meno vicino alla spiritualità: è un modo per entrare in contatto con una cultura antica e con sé stessi. E no, non vengono usate sostanze psicoattive: solo erbe, spezie e frutta.
Temazcal come pratica terapeutica
Il calore del Temazcal stimola la circolazione sanguigna, accelera i battiti cardiaci, attiva il metabolismo e provoca una sudorazione intensa, che muove l’energia interna. Si dice che un litro di sudore in un Temazcal equivalga a giorni di lavoro dei nostri reni!
Il guaritore regola attentamente il calore e l’umidità in base alle necessità. A differenza della sauna (più calda ma secca), il Temazcal unisce calore, umidità e principi curativi delle erbe. Spesso è affiancato da una Temazcalera, che valuta il paziente, prepara il rituale e segue tutto il processo. Dopo il bagno, il paziente viene avvolto in una coperta, fatto stendere e lasciato riposare finché il sudore non si asciuga naturalmente. Solo allora può rivestirsi e bere un tè alle erbe specifico per le sue esigenze.
Oltre agli effetti fisici, il Temazcal aiuta anche sul piano emotivo. Possono emergere traumi antichi, rabbia, paura, che trovano spazio per essere riconosciuti, elaborati e lasciati andare.
Dopo la cerimonia
Dopo la cerimonia, abbiamo nuotato in un cenote semiaperto. L’acqua era limpidissima, talmente pulita che nonostante fosse ormai notte si riusciva a vedere il fondo.
Non troppo profonda, infatti bisogna stare attenti a dove ci si tuffa per non picchiare sulle rocce. Piccoli pipistrelli che volavano dentro creavano un’atmosfera magica, l’esperienza appena vissuta rendeva poi il tutto estremamente rilassante.
Nuotare di notte in un cenote è un’esperienza unica che ti consiglio di provare, ti lascio un breve video per vedere il contesto!
Abbiamo poi cenato con acqua di Jamaica (tutte le altre bibite sono a pagamento), tortillas, riso, pollo e patate. Buono, ma una volta rientrati in hotel siamo corsi al buffet: avevamo ancora fame, la serata aveva smosso il nostro appetito!
Spero che questa esperienza ti abbia incuriosito, mi piacerebbe sapere il tuo punto di vista in merito e se hai avuto occasione di provare la cerimonia del Temazcal se è stata uguale o no!
A presto,
Deb!






Un rito molto particolare e dall’alto valore simbolico: il sudare è sicuramente un bene per il nostro corpo che si libera di tossine e liquidi in eccesso, sempre senza esagerare. Se poi ha delle origini antiche e permette di conoscere il passato delle popolazioni che abitavano la zona, ancora meglio!
Che esperienza meravigliosa, ti ho letto immaginando di essere lì. Vorrei proprio organizzare un viaggio da quelle parti e appena lo farò terrò a mente questo racconto per includere un’esperienza simile. Immagino non ci siano limiti d’età per partecipare, vero?
Ti ringrazio! Per quanto riguarda l’età dipende sempre dal tipo di esperienza che si fa. Ci sono cerimonie prettamente più turistiche che preferiscono siano tutti maggiorenni (penso più per una questione assicurativa!), invece se ci si immerge in un esperienza più local c’è la possibilità di far partecipare anche i più piccini ma è sempre meglio chiedere prima. Una cosa che vale per tutti è il fattore salute, bisogna specificare prima se si hanno delle problematiche per non avere problemi all’interno della capanna.
Ho letto con molto interesse questo articolo in quanto non conoscevo questa cerimonia e mi hai molto incuriosita. Deve essere stata una esperienza intensa, piena di spiritualità, sicuramente da provare se si va in quella zona del Messico. Grazie per aver raccontato di questa cerimonia.
Che articolo affascinante! Ho apprezzato come hai descritto con cura l’esperienza del temazcal, dal calore intenso della capanna ai momenti di silenzio interiore. Il modo in cui hai raccontato il rito di purificazione..le erbe profumate, la sudorazione rituale, la partecipazione collettiva ma anche intima, mi ha trasportato lì con te. Mi ha colpito anche la parte in cui spieghi il legame tra corpo, spirito e natura, e come questo rituale possa essere una forma di rinascita simbolica. Non è facile rendere accessibile un’esperienza così immersiva, ma tu ci sei riuscita con empatia e chiarezza.
Ti ringrazio, sei molto gentile!
Ho letto con interesse il racconto di questa esperienza che deve essere davvero coinvolgente. Pur trovandola interessante come “spettatrice”, credo che preferirei non provarla in prima persona. Infatti sono sempre molto ansiosa, e non riesco a rilassarmi in contesti non familiari o comunque insoliti come questo. Per cui questa esperienza la passerei 🙂
Hai fatto davvero un’esperienza incredibile assistendo alla cerimonia del Temazcal. Tra il vero e proprio rito sciamanico alla partecipazione nel purificarsi dalle cose che si vuol lasciare andare fino alla chiusura del Temazcal. Non so se io riuscirei a farcela, avrei paura di soffocare anche se la temperatura viene abbastanza regolata rispetto ad una sauna… ma sicuramente dev’essere un’eperienza mistica.
PS: l’acqua di Jamaica dev’essere buonissima, non l’avevo mai sentita ma ha senso se è tipica solo del Centro e Sud America!
E’ davvero qualcosa che consiglio di provare perché merita, apre mente e spirito oltre che far bene fisicamente! Lacqua di Jamaica durante l’estate è un toccasana,l’ho trovata davvero molto dissetante!
Sembra un’esperienza davvero emozionante. All’inizio leggendo ho pensato “è solo una sauna”, ma continuando nel tuo racconto dev’essere qualcosa che ti tocca davvero nel profondo.
Diciamo che sì…è una sauna fatta in modo diverso! E’ tutto quello che ci viaggia insieme a renderla speciale!
Un rito davvero particolare ed affascinante, non ne avevo mai sentito parlare! Sarei curiosa di provarlo almeno una volta